Lo Yoga per Bambini e Ragazzi

 

I laboratori che propongo hanno dei percorsi di riferimento ma mantengono una "forma morbida": infatti ogni gruppo o singolo ha specifiche esigenze (emotive o fisiche), e quando queste emergono il lavoro è finalizzato al loro approfondimento, con la proposta di attività e tematiche specifiche. Questa è una scelta dettata dalla profonda convinzione che gli strumenti che lo Yoga ci dà servono a migliorare la nostra vita e a fare una esperienza, non a diventare solo l'ennesima cosa da imparare o che sappiamo fare. 

 

Perché lo Yoga si "pratica", non si "fa".

 

La metodologia utilizzata nel progettare e realizzare qualsiasi attività di Yoga dedicata ai bambini ed ai ragazzi è quella della RYE (Ricerca sullo Yoga nell'Educazione) che propone una visione dei rami dello Yoga di Patanjali in sintonia con le capacità ed esigenze dei bambini in ogni fascia di età.

Gli otto rami di Patanjali secondo la pedagogia‚Äč

yama

Il rapporto con gli altri. In relazione alle norme di corretto comportamento che regolano i rapporti con gli altri, i principi che armonizzano le dinamiche relazioni del vivere insieme: la non violenza, il rispetto della verità e della proprietà altrui, l’attitudine alla generosità, l’invito alla moderazione, intesa in senso generale come astensione da qualsiasi forma di eccesso.

niyama

Il rapporto con se stessi. Dalle norme volte al raggiungimento di un sano stile di vita, si traggono suggerimenti mirati al rispetto e alla pulizia della propria " casa": è un richiamo alla corretta igiene del corpo, ad una sana alimentazione, all’eliminazione delle tossine (anche psicologiche, attraverso la formulazione di pensieri positivi).

asana

La consapevolezza del corpo. Vengono in particolare raccomandate le posizione che mantengono in buona salute la colonna vertebrale, che allungano dolcemente la muscolatura posteriore e che tonificano la muscolatura addominale. Ampio spazio viene riservato, specialmente con i più piccoli, alle posizioni che si ispirano al regno della natura.

pranayama

La coscienza del respiro. Attraverso l’esperienza diretta si promuove nell’alunno la consapevolezza del respiro, dei suoi ritmi, giungendo progressivamente a riconoscere il legame fra respiro e stato della mente.

pratyahara

 Il "ritiro dei sensi". Viene proposto come mezzo per mantenere, in una condizione di vigile rilassamento, la mente calma, anche in situazioni oggettivamente disturbanti: se nella strada vicina alla palestra ci sono dei lavori in corso, si può arrivare a non sentirli, mantenendo l’attenzione a quello che si sta facendo. È anche un momento di rilassamento, indispensabile per "ripulire" corpo e mente, naturalmente adattato all’età dello studente.

dharana

La concentrazione. Intesa come attenzione senza tensione può essere stimolata attraverso supporti specifici (yantra, mandala, trataka), ma è comunque risultato globale di una particolare sinergia scaturita da tutte le tappe precedenti.

dhyana e samadhi

La meditazione intesa come assenza di pensiero e la contemplazione. Sono due aspetti che si affrontano in età adulta. 

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